L’accreditamento può aiutare a fare la differenza.

Articolo/intervista di Silvia Bertani

 

Estratto articolo

Emanuele Rinaldi: omissis…”vorrei aprire una parentesi circa il futuro della portualità turistica nazionale dove, a mio parere, deve prevalere una cultura aziendale orientata al progressivo miglioramento delle performance, all’accrescimento della fiducia dei clienti, alla selezione di partner e fornitori secondo le normative e principi morali ben saldi. Se non si cambiano alcune mentalità volte al profitto senza scrupoli allora l’Italia, nonostante le meraviglie turistiche che solo questo Paese può offrire, corre il rischio di essere tagliata fuori dai flussi turistici internazionali perché i diportisti stranieri inizieranno a non fidarsi più. La crisi iniziata nel 2010 non ha fatto altro che contribuire a fare emergere alcune situazioni gestionali disastrose ed illegali che di sicuro non hanno aiutato il settore.

Per dare forza ad una ripartenza importante bisogna coniugare i principi etici dell’imprenditorialità combinando creatività, efficienza, assunzione prudente del rischio, reinvestimento in risorse umane realmente professionali e non clientelari, una maggiore attenzione all’ambiente e all’edificazione di rapporti umani duraturi. A questo si aggiunga il grande tema della responsabilità sociale d’impresa che non può tenere conto degli interessi dei soli proprietari della stessa, ma deve anche farsi carico di tutte le altre categorie di soggetti che contribuiscono alla vita dell’impresa: i lavoratori, i clienti, i fornitori dei vari fattori di produzione, la comunità di riferimento. È dunque l’etica la parola d’ordine per superare la logica del profitto e inaugurare una nuova stagione di sviluppo e rinnovamento del sistema economico portuale italiano.”...omissis…